Ma io cosa stavo cercando?
Ho letto un articolo scientifico su Focus online che mi ha consolato... credevo mi stesse venendo l'Alzheimer precoce e invece è una cosa normale del cervello. Si chiama "effetto soglia": entri in un'altra stanza e resti immobile per un momento chiedendoti "cosa ci sei venuto a fare"... e non sai più cosa cercavi. A me non capita sempre, ma quando succede dura qualche secondo, poi ricostruisco il passato recente e ritrovo il filo conduttore. Qualche altra volta invece non c'è verso: ritrovo il motivo dell'essere venuto in questa stanza solo dopo essere tornato di là a continuare quello che stavo facendo...
Leggo: «Gli studi condotti dal ricercatore Gabriel Radvansky presso l'Università di Notre Dame hanno dimostrato che il cervello usa le porte fisiche – o i cambi di contesto ambientale – come veri e propri segnali di chiusura di un capitolo mentale. In pratica varchi una soglia e il tuo cervello archivia ciò che è successo prima per prepararsi a gestire quello che accadrà dopo.
Se prima di varcare la soglia non hai memorizzato bene lo "scopo della missione", quella piccola porzione di memoria viene "sovrascritta" dal nuovo scenario. È come se il tuo cervello dicesse: "Ok, il compito del soggiorno è concluso, ora analizziamo la cucina". In altre parole, se il tuo obiettivo (prendere le forbici, per dire) non era stato fissato a lungo termine, ecco che svanisce nel nulla. Non è una falla, è un sistema di ottimizzazione.
Può sembrare un errore di sistema, ma in realtà è un segno di salute mentale. Dividere le esperienze in blocchi ci permette di non sovraccaricare la mente con troppe informazioni inutili. Se il tuo cervello non facesse questo "reset", vivresti in un costante stato di sovraccarico cognitivo».

Naturalmente per vivere meglio non può capitare troppo spesso di fare un reset totale passando da una stanza all'altra... a quel punto chiamarlo "sistema di ottimizzazione" diventerebbe ridicolo. Ma che succeda un pochino... se non altro chiedermi ogni tanto tutt'a un tratto "cosa stavo cercando?" mi da un bel momento di risveglio. E ora da questo articolo apprendo anche che non è legato all’età… pfiuuu!
E se "cambio stanza" andando nel mondo interiore? Come stanno le cose a livello spirituale? Lì, da quello che dice Osho, sapere cosa stai cercando è quasi impossibile. O meglio, puoi mettere a fuoco the next step, il prossimo passo, ma il punto di arrivo finale rimane vago. Osho ha spiegato che non puoi conoscere la destinazione del tuo viaggio, ma è sufficiente (e importante) sviluppare un senso di direzione. Senso che si raffina sperimentando tante cose diverse.
Quando sono diventato sannyasin tanti anni fa e c'era ancora Osho, dopo aver preso il sannyas lui mi ha dato da fare una dozzina di gruppi in pochi mesi, uno dopo l'altro, alla Multiversity di Pune. Gruppi che lavoravano tutti in direzioni diverse: gruppi di centratura, gruppi di caos spontaneo, gruppi di alleggerimento, di gioco, di meditazione, di relazione... uniti a una serie di meditazioni attive tutti i giorni. È stata una specie di frullata psicologica ed energetica che, come nella danza o nella whirling sufi, ha permesso a un nuovo centro interiore di emergere.
Siamo appena tornati da un altro bellissimo OSHO Festival di Bellaria, una grande festosa “frullata” energetica, e nella varietà del suo programma ho visto di nuovo succedere questa cosa: si trova un senso di "dentro" attraverso variopinti e anche contrastanti stimoli esteriori. Non si mette a fuoco una destinazione finale precisa, ma si può tornare a casa con un nuovo senso di direzione, che potrebbe manifestarsi non solo con dei “sì” a cose nuove, ma anche con dei “no” a cose vecchie...
E da un next step all'altro ecco che si consolida misteriosamente un nuovo senso di orientamento.
Ma la destinazione finale, la risposta alla domanda "cosa sto cercando?" a livello spirituale resta impossibile da sapere...
Osho: «Il poeta e mistico zen Taneda ha scritto:
ALLA RICERCA DI COSA?
CAMMINO NEL VENTO.
Sta dicendo che... non so cosa sto cercando. Come potrei saperlo prima di averlo trovato? La verità è solo una parola. Come potrei dire cosa sto cercando? Prima di averlo trovato, non posso dire cosa sto cercando. È un'affermazione molto strana ma bellissima. Sta dicendo che prima di trovare la verità, non puoi nemmeno dire che stai cercando la verità. Stai semplicemente cercando. Non sai cosa. Se lo sapessi, non ci sarebbe bisogno di cercare. Quindi stai solo brancolando nel buio.
Taneda ha perfettamente ragione. Un ricercatore sta semplicemente brancolando nel buio nella speranza che ci sia una via. L'esistenza non può essere così crudele.
ALLA RICERCA DI COSA?
CAMMINO NEL VENTO.
Sto semplicemente volando ovunque, camminando nel vento. Ma non so cosa sto cercando. Lo saprò solo quando l’avrò trovato. Lui dice: chiunque cerchi qualcosa crede in qualcosa prima ancora di averla trovata, e questo è sbagliato. È ciò che fanno tutte le religioni: creano credenze prima ancora che le persone abbiano trovato qualcosa; prima ancora di sapere qualsiasi cosa, sono state trasformate in credenti, in fedeli. E tutta la loro ricerca è stata distrutta.
Non ti chiedo cosa stai cercando. Ti mostro semplicemente la via. Insisto semplicemente: "Vai avanti, vai avanti, vai avanti". Lo troverai sicuramente perché è lì, da qualche parte dentro di te. Se cerchi abbastanza in profondità, con urgenza e totalità, lo troverai sicuramente. E solo trovandolo saprai cosa stavi cercando. Questo è un punto di vista totalmente diverso, diametralmente opposto a tutti i sistemi di credenze del mondo». Osho
E anche noi nelle nostre proposte di esperienze interiori - OSHO Experience - non sappiamo la destinazione finale, non abbiamo una proposta di un lungo percorso prestabilito... ma abbiamo ben chiaro the next step: è Meditando, con Shunyo e Marco a Monticelli Terme. Una deliziosa tre-giorni di gioia e meditazione in perfetto stile OSHO Festival in una forma più intima del grande evento annuale.
E prima di darci appuntamento lì dal 26 al 28 giugno, ecco anche oggi alcuni articoli per approfondire.
A presto!
Akarmo
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