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Oltre la compulsione

Una semplice tecnica di centratura:
Madhuri descrive una meditazione che ha ricevuto da Osho per affrontare il suo DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo)

Un articolo di MADHURI pubblicato sull'OSHO Times cartaceo

 

Al darshan con Osho


A un certo punto, durante il mio primo anno a Pune, 1974-1975, dissi a Osho durante un darshan che ero tormentata dal mio essere compulsiva. Ero davvero fortemente controllata dal disturbo, sia nella meditazione che nella vita. Il bisogno intenso di agire volontariamente e spesso in modo assurdo mi riempiva le ore e mi lasciava esausta e spaventata.

Era il classico Disturbo Ossessivo-Compulsivo, di un certo tipo caratterizzato da pensieri autoritari, direttivi e spietati, che ordinano a una persona di fare questa o quella cosa. Nel mio caso era confessare agli altri qualsiasi cosa riuscissi a individuare nelle mie abitudini personali che potesse sembrare vergognosa. (Al tempo non avevo mai sentito parlare di DOC e non so se qualcun altro ne avesse sentito parlare.) La voce era punitiva, rabbiosa. Poi, durante la meditazione, mi sentivo costretta a forzare, spingere, manipolare le energie interiori e ad andare avanti, a prescindere da tutto. Non si trattava di rispetto per ciò che stavo vivendo, ma di una costrizione insistente a provare a sperimentare qualcos’altro. Cercavo di cambiare le energie interiori invece di lasciarle essere e osservarle. Usavo la volontà invece della testimonianza. Che è l’essenza del fare...

 

Quella sera, Osho mi diede una meditazione da fare. Non mi spiegò quale potesse essere il suo effetto, mi suggerì solo di provarla. Cosa che feci, ogni sera per un po’. Ci sarebbero voluti alcuni anni prima che riuscissi a liberarmi dal DOC. Accadde un giorno all’improvviso, quando mi resi conto che non mi piaceva e che avevo anche dei diritti. In questo la meditazione fu una tregua.

Soffro ancora di DOC, ma in forma molto lieve. È passato dai pensieri ossessivi, al risciacquare i piatti per un tempo assurdo e devo sforzarmi di smettere. Il DOC è genetico e si accompagna all’anoressia di cui soffrivo allora. Ora non mi dà quasi più fastidio.

Ho insegnato questa meditazione in gruppo, anche se non ho mai sentito che Osho l’avesse insegnata a qualcun altro. Penso che possa essere utile a chiunque, al bisogno. Dura circa 20 minuti e i tempi variano a seconda delle persone e dei momenti.

 

Il Metodo

Siediti comodamente, con la schiena dritta. Chiudi gli occhi.

Immagina che tutta l’energia del tuo corpo scorra verso il lato sinistro. Proprio come l’acqua, tutta l’energia scorre verso il lato sinistro, riempiendolo, in ogni dito del piede e della mano, ginocchio e gomito, orecchio e cranio e tutto il resto.

Quando tutta l’energia è a sinistra, inizia a inviarla tutta verso il lato destro. Tutta l’energia del tuo corpo sta riempiendo il lato destro! Dita dei piedi, delle mani, tutto!

Quando tutta l’energia è a destra, inizia a inviarla di nuovo verso sinistra... e ripeti il processo finché non avrai fatto avanti e indietro 7 volte.

Poi siediti in silenzio per circa 5 min.

L’energia arriverà da sola al centro.

 

Articolo apparso in inglese su OshoNews

Questa tecnica è anche parte del  libro di Madhuri, intitolato Techniques I Have Loved (Tecniche che ho amato)

 

Madhuri è guaritrice, artista, poetessa e autrice di diversi libri, nonché autrice regolare su OshoNews. Per maggiori informazioni sul suo lavoro madhurijewel.com

 

Madhuri

MADHURI

 


 

DA UN DARSHAN COL MAESTRO...

DISCEPOLO: Osho, 
ho un blocco energetico al braccio.

OSHO: Qualcosa è cambiato nel tuo cervello, ecco perché è successo. Non ha nulla a che fare con il corpo: l’energia del corpo è perfettamente a posto. Il cervello è diviso in due parti: la parte destra è collegata al lato sinistro e il lato sinistro è collegato al lato destro. Qualcosa è successo nel lato sinistro del cervello, qualcosa di positivo, per questo il lato destro ha iniziato a sentirsi intorpidito.

Eri troppo intellettuale, un pensatore – hai pensato troppo, hai rimuginato troppo – e ora la tua energia è cambiata. Sei passato dal pensiero all’emozione, quindi la tua energia si è spostata nell’altro emisfero del cervello. Il cambiamento è stato così improvviso che tutto il tuo lato destro ha iniziato a sentirsi intorpidito, perché l’energia che era sempre stata disponibile al lato destro si è spostata al lato sinistro. Ma questo è un cambiamento positivo. In realtà succede a tutti, ma poiché è successo troppo velocemente, tu l’hai sentito. Succede a quasi tutti i sannyasin, ma se accade molto gradualmente non ce ne rendiamo mai conto. A volte accade all’improvviso, proprio come un fulmine. Tutta l’energia si è spostata da un emisfero all’altro. Quel lato ha sempre ricevuto più energia e improvvisamente non ne riceve più. Ti sei reso conto del torpore.

Ma passerà e non c’è nulla di cui preoccuparsi.

E ne uscirai meglio di prima, perché l’emozione è una realtà più profonda del pensiero e vivere nel pensiero significa vivere in superficie. Vivere nelle emozioni significa andare più in profondità nel tuo essere. Sentirai sorgere più emozioni, più sentimenti. Ti sentirai più estetico che intellettuale, più amorevole, meno dominante, più collaborativo, meno calcolatore. Queste cose accadranno, presto vedrai tutte queste cose accadere. Ma un grande cambiamento è avvenuto e non c’è nulla di cui preoccuparsi, se non rallegrarsene.

Quindi non devi preoccuparti: scomparirà da solo.

Il corpo si adatterà al nuovo cambiamento. Il governo interno è cambiato: il centro di governo si è spostato nell’altro emisfero.

Ma presto... Il corpo è sempre infinitamente capace di adattarsi. Ma vecchie abitudini e nuovi cambiamenti, per un po’ nell’intervallo possono essere problematici, ma niente di cui preoccuparsi.

da: Osho, Hallelujah! #31