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Tutto dipende dall'arte dell'essere

Qualunque cosa esista nella vita ha due aspetti...

Un brano INEDITO dai PRIMI DISCORSI di Osho

 

Osho


INEDITI A TEMA

I primi discorsi di Osho

 

Vi presentiamo una serie di discorsi inediti tratti dalla serie in hindi, Jyun Tha Tyun Tharaya, che significa “Così com’era, così è rimasto”, un modo di dire che vuole indicare il “lasciare che le cose conservino la loro natura”.

Questa serie raccoglie i primi discorsi di Osho registrati su nastro, alla fine degli anni Sessanta, che in inglese vanno, per l’appunto, sotto il titolo di Early Talks, “Primi discorsi”.

 

Quarto Capitolo, terza e ultima puntata

 

Tutto dipende dall'arte dell'essere 

 

Discepolo: Si dice che dovremmo osservare il sesso, la rabbia eccetera. Funziona davvero? Se attraverso quell'osservazione raggiungiamo una certa leggerezza, è una cosa duratura? Altrimenti, a cosa serve osservare? Il sesso, la rabbia eccetera non torneranno comunque a sopraffarci? Alla mia intelligenza non sembra che abbia senso.
Krishnamurti dice la stessa cosa. Anche nei tuoi libri ho letto la stessa cosa.

Osho: Prova e vedi cosa succede. Non c'è bisogno che abbia senso per la tua intelligenza. Che cosa hai fatto nella vita che avesse senso per l'intelligenza? La rabbia aveva senso per l'intelligenza? È per questo che ti sei arrabbiato?

 

Discepolo: No.

Osho: No, è semplicemente emersa in quel momento. Allora perché in questo caso vuoi che abbia senso per l'intelligenza? In tutto ciò che abbiamo fatto nella nostra vita non ci siamo mai preoccupati che avesse senso per l'intelligenza… Al contrario, l'abbiamo fatto anche quando non aveva senso. Ma quando si tratta di meditazione insistiamo sul fatto che debba avere senso per l'intelligenza. Eppure per tutta la vita non hai mai imposto questa condizione... Se lo avessi fatto, oggi non ci sarebbe bisogno della meditazione. (Risate)

Non hai imposto questa condizione per tutta la vita, quindi non capisco perché la tua mente intervenga quando si parla di meditazione. Questi sono i suoi trucchi, le sue astuzie per sfuggire. Fallo e basta, poi vedi. Fallo e se non accade nulla, allora potrai rifletterci sopra. Prima fallo. Prova per tre mesi: quando entri nella rabbia, fallo con consapevolezza. Non ti dico di non arrabbiarti, quindi non ti sto togliendo nulla. Ti è concessa totale libertà di arrabbiarti, arrabbiati quanto vuoi. Ma ricordati che stai facendo un esperimento con la rabbia. Fai un esperimento per tre mesi!

 

Discepolo: Questo vale anche per il sesso?

Osho: Vale per tutto. Non c'è nulla di sbagliato nel sesso. Almeno è meglio della rabbia. È molto meglio della rabbia perché almeno ha uno scopo in natura. Ha una relazione con la biologia, con la natura, con la vita. La rabbia invece non ne ha nessuna. Se riflettiamo sul sesso, il sesso è una malattia molto creativa, mentre la rabbia è una malattia molto distruttiva. La rabbia è una cosa molto stupida.

Non c'è alcun problema nel sesso. Se tuo padre non avesse fatto sesso, tu non saresti qui. Ma se tuo padre fosse stato meno arrabbiato, tu saresti un uomo migliore. In questo paese però il sesso è considerato la cosa peggiore. Ci troviamo in una grande difficoltà! Il sesso non fa tutto questo danno. Non sta accadendo nulla di così grave. Ma la rabbia è più profonda. Ed è significativo che più una persona reprime il sesso, più diventa arrabbiata. Perché le energie che avrebbero dovuto essere liberate attraverso il sesso restano bloccate. Dove andranno allora? Saranno liberate attraverso la rabbia. Ecco perché i cosiddetti sannyasin tradizionali diventano persone rabbiose.

 

Discepolo: Sì, i sannyasin sembrano molto arrabbiati.

Osho: Lo diventeranno certamente. Perché in quale altro modo potrà liberarsi quell'energia? L'energia repressa inizierà a scaricarsi attraverso la rabbia.

Qualunque cosa esista nella vita ha due aspetti. Qualunque cosa tu faccia, falla con consapevolezza e ciò che è privo di valore cadrà da sé, mentre ciò che ha significato rimarrà. E ciò che ha significato dovrebbe rimanere. Ciò che è significativo non sarà distrutto dalla consapevolezza. Nella tua inconsapevolezza fai delle cose sbagliate, ma nella consapevolezza questo non sarà possibile. Ciò che è giusto continuerà ad accadere.

Quanto a ciò che rimane e ciò che cade, lo scoprirai soltanto facendo esperienza. Non continuare a pensarci sopra, prova.

 

Discepolo: Inizio ad avere dei dubbi.

Osho: Non c'è nulla di sbagliato nel dubitare. Il dubbio non è sbagliato. Ma se devi dubitare, estendi il dubbio a tutta la tua vita. Non c'è nulla di male in questo.

 

Discepolo: Anche attraverso questo avviene una crescita?

Osho: Sì, tutta la crescita avviene così. Ma allora devi dubitare di tutta la tua vita. Ti sei arrabbiato così tante volte: che cosa ne hai ricavato? Nessuno lo mette mai in discussione. Hai trascorso tutta la vita facendo queste cose e finora non è mai sorto il dubbio che fossero inutili.

Non c'è nulla di sbagliato nel dubitare. Dubita pure. E se ti limitassi davvero a dubitare, il lavoro sarebbe già concluso. Ma non fai nemmeno questo.

Continui a fare ciò che hai sempre fatto. Introduci il dubbio soltanto quando si presenta la possibilità di un cambiamento. Allora inizi a chiederti se sia giusto.

Questo è il problema.

Prova semplicemente, come fosse un esperimento. Non c'è motivo di dubitarne perché stai solo facendo una prova. Qualcuno ha detto una cosa, bene, proviamola per tre mesi. Se è giusta, lo vedrai da te. Se non è giusta, la lascerai perdere. Altrimenti questo dubbio continuerà e non ne ricaverai nulla.

 

Discepolo: Quello che Krishnamurti chiama consapevolezza...

Osho: No, no. Questo chiedilo a Krishnamurti...

 

Discepolo: Riguardo alla consapevolezza, qual è la tua opinione? Si può essere consapevoli giorno e notte, continuamente?

Osho: Se la domanda riguarda ciò che dice Krishnamurti, allora chiedilo a lui. Non mi assumo la responsabilità delle sue affermazioni.

 

Discepolo: Non menzionerò Krishnamurti. Chiederò direttamente a te. Riguarda la consapevolezza... Si può essere consapevoli dall'alba al tramonto, ventiquattro su ventiquattro?

Osho: Prova almeno per uno o due minuti! Che cosa te ne faresti della consapevolezza ventiquattr'ore su ventiquattro? Se riuscissi a rimanere consapevole ventiquattr'ore su ventiquattro, saresti un dio, non un essere umano!

Prova semplicemente per uno o due minuti. Se riuscissi a farlo anche per un solo minuto, sarebbe una beatitudine così grande da essere indescrivibile.

E se è possibile per un minuto, perché non dovrebbe essere possibile per ventiquattro ore? Ma tu non hai ventiquattro ore tutte insieme, hai solo un secondo alla volta. Hai soltanto un secondo nelle tue mani. Quando quel secondo se ne va, arriva il successivo. Quando se ne va quello, arriva il terzo. Se puoi essere consapevole per un secondo, hai afferrato il segreto: ora puoi esserlo per tutti i secondi, perché non possiedi mai ventiquattro ore tutte insieme.

Se riesco a riempire d'acqua un cucchiaio, è sufficiente. Del resto ho solo un cucchiaio nelle mani. Che cosa potrei fare di più? Non devo riempire l’oceano con il mio cucchiaio.

Se riesci a essere consapevole per un solo momento, è abbastanza. Nessuno possiede più di un momento. Nessuno riceve due momenti insieme. Prova a essere presente in un solo momento. E se riesci a esserlo in un momento, puoi esserlo in qualsiasi momento. Perché tutto dipende dall'arte dell'essere. Se l'hai padroneggiata ed è così piena di beatitudine, perché dovresti volerla perdere nel momento successivo?

La consapevolezza non è un lavoro, come normalmente pensiamo. Ma è per questo che nasce la domanda: "Come si può essere consapevoli ventiquattr'ore su ventiquattro?". Come fai a respirare ventiquattr'ore su ventiquattro? Non mangi ventiquattr'ore su ventiquattro, quello sarebbe un lavoro. Ma respiri ventiquattr'ore su ventiquattro e non ti sei mai chiesto come sia possibile.

Respiri perché non è un lavoro. Allo stesso modo la coscienza, il risveglio, la consapevolezza non sono un lavoro. Adesso sembrano un lavoro, ma quando inizierai ad averne dei bagliori comprenderai che questa è la tua natura. Non devi fare nulla per ottenerla. È la tua natura, proprio come respirare.

Allo stesso modo la consapevolezza è presente. E anche se dormi continua a esserci. Non è che tu debba fare due cose contemporaneamente, dormire e respirare separatamente. No, continui a respirare mentre dormi. Allo stesso modo anche la consapevolezza continuerà a esserci.

Ma inizia l'esperimento. Non pensarci. Tutta la vita si esaurisce nel pensiero. Bisognerebbe iniziare a provare. Qualunque cosa sembri avere un significato, prova a farla. Tutto qui. Così si inizia a evolvere come ricercatori. Altrimenti continui ad ascoltare questo e quell'altro e tutta la vita si spreca in sciocchezze. È inutile.
 

Osho, Early Talks #4
22 September 1970, pomeriggio, CCI Chambers, Bombay, India