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Tantra come consapevolezza

Un approccio energetico alla vita, al relazionarsi e alle relazioni

Un articolo di Anjori e Dhairya pubblicato sull'OSHO Times cartaceo

 

Relazione


Mentre scriviamo questo articolo siamo a Miasto, per il nostro ritiro invernale annuale, durante il periodo di chiusura. Ci prendiamo cura del luogo insieme ad amici e compagni di viaggio con cui abbiamo condiviso molti anni di pratica meditativa e di vita comunitaria. È un grande privilegio immergerci di nuovo, in profondità, nell’energia del Maestro mentre siamo circondati da cervi, natura e alberi antichi.

Ci viene in mente il titolo di un libro di Osho, Work Is Love Made Visible (Il lavoro è amore in forma visibile)*. La Comune è davvero un’opportunità di questo tipo. Vivere ogni attività come meditazione e, allo stesso tempo, come “un atto d’amore in forma visibile”, in modo così vivo e concreto, è una benedizione. 
Durante il periodo di chiusura a Miasto ognuno ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità e, allo stesso tempo, entriamo tutti nello stesso oceano di consapevolezza, creatività e devozione. La creatività diventa parte della nostra attività, creare diventa una forma di meditazione.

Questa è anche l’“oasi” in cui siamo cresciuti e ci siamo evoluti come individui e come coppia. Il nostro viaggio con il Tantra ebbe inizio proprio come una necessità all’interno della relazione. Come coppia, quando ci addentrammo più a fondo nella nostra sessualità, incontrammo ostacoli, mo­men­ti in cui non sapevamo come procedere. Eppure sentivamo che c’era una sola direzione: andare avanti.
All’inizio fu soprattutto l’approccio terapeutico a guidarci. Poi la curiosità ci portò al Tantra e scoprimmo che ciò che consideravamo problemi erano in realtà opportunità di espansione (Tantra significa esattamente “strumenti per l’espansione”). Un approccio energetico, molto diverso dal modello occidentale del risolvere i problemi o del migliorare ciò che in apparenza an­dreb­be migliorato. In The Tantra Vision Osho dice: “Il Tantra è la via del sì”. Sembra semplice eppure è molto impegnativo e in questa affermazione c’è una profondità vastissima.
È così facile dire no alle nostre esperienze, no a questo momento, no a ciò che sta accadendo ora. Questo no interiore crea tensione, lotta e conflitto.

Dire sì a ciò che è porta invece rilassamento e sollievo. Apre uno spazio di saggezza interiore da cui possono nascere soluzioni creative, attraverso prospettive inaspettate.
Lo vediamo spesso, nel nostro lavoro, quando sosteniamo coppie che attraversano fasi difficili. C’è una paura profonda nel dire sì a questi momenti, soprattutto quando il processo è doloroso. Eppure, quando riusciamo semplicemente a dire sì, qualcosa si ammorbidisce. Ci permettiamo di essere vulnerabili, possiamo accogliere ciò che c’è e, da lì, l’energia può tornare a scorrere. Quando siamo vulnerabili siamo aperti e vicini al centro e l’interferenza della personalità che vuole mettersi in mezzo è minore.

Molte persone, quando pensano al Tantra, lo associano subito alla sessualità e all’esplorazione erotica. Eppure, come Osho e la sua visione tantrica indicano ripetutamente, il Tantra è qualcosa di molto più vasto, più profondo e più inclusivo.
Il Tantra in realtà riguarda la vita stessa. Riguarda la consapevolezza.
In Sermons in Stones Osho parla della differenza tra le sculture erotiche di Khajuraho e l’erotismo che troviamo in Occidente in film, libri e riviste e dice: “Queste statue non sono state fatte per soddisfare la sessualità repressa delle persone. Al contrario, erano usate come metodo tantrico per liberare la sessualità repressa semplicemente meditando su queste statue nude. […] Lo stesso metodo era usato per trasformare l’energia in spiritualità.
In Occidente [la pornografia] è usata per stimolare la sessualità e la sensualità. E poi c’è una sorta di insaziabilità... Quasi tutta la pittura è diventata pornografia e i film ripetono tutti praticamente la stessa storia, la stessa trama, lo stesso triangolo: due donne, un uomo, oppure due uomini, una donna… Una struttura semplice, la stessa storia. Che cosa attira le persone? Di certo non una grande passione per la letteratura! Ciò che attira è che nella storia, che serva o non serva alla trama, continuano a mettere i vostri bisogni repressi, i vostri desideri. È una specie di liberazione. Ma domani reprimerai di nuovo e di nuovo avrai bisogno dello stesso tipo di immagini, dello stesso tipo di danza.

In questo modo non potrai mai entrare nel tempio. In realtà la pornografia in Occidente non sa di essere il muro esterno del tempio.
L’Oriente ha usato ogni frammento della natura umana per un cambiamento più grande, una mutazione, per provocare in voi qualcosa di più elevato di cui siete capaci, ma di cui non siete consapevoli”.

Osho dice: “La consapevolezza è la chiave. La chiave universale”. E il Tantra, nel suo nucleo, è un cammino per diventare più consapevoli nella vita quotidiana. È un approccio energetico fondamentalmente diverso dai modelli terapeutici a cui siamo abituati in Occidente. Invece di risolvere i problemi o migliorare la personalità, il Tantra aumenta la nostra sensibilità, così da poter diventare consapevoli del nostro sistema energetico.

Il Tantra buddhista tibetano, quello che insegniamo, propone pratiche meditative, spesso chiamate “circolazioni”, che sostengono il flusso dell’energia dentro di noi. Queste pratiche aiutano a creare equilibrio nel nostro sistema energetico, un equilibrio tra energie maschili e femminili nell’individuo e, quando siamo in relazione, anche tra i partner. In questo senso, il Tantra non riguarda solo la crescita personale, ma anche il modo in cui ci incontriamo.
Nella maggior parte delle relazioni ci concentriamo soprattutto sul risolvere problemi e sciogliere conflitti. Questo lavoro di solito resta al livello della personalità e della mente e può facilmente trasformarsi in giri infiniti di conflitto, analisi e rimuginio. Il Tantra prende una strada diversa. Ci invita a fare un passo più in profondità, oltre la personalità, oltre la mente, attraverso la meditazione.

Grazie alle pratiche tantriche, le coppie iniziano a connettersi su un’altra dimensione. La comunicazione avviene oltre le parole, attraverso la presenza e l’energia. Da questo spazio può nascere un’intimità profonda, amorevole, piena di cuore e intensamente nutriente. E, anche se il Tantra non nasce come metodo legato alla sessualità, trasforma naturalmente anche la nostra esperienza sessuale. La sessualità si allontana dalla prestazione e dal risultato e ci riporta a noi stessi. Impariamo a essere presenti alla nostra energia e all’energia del partner. Questa presenza apre una dimensione più profonda, più consapevole e più connessa dell’intimità.

 


La consapevolezza in quanto elemento chiave


Quando parla di Tantra, Osho sottolinea ripetutamente: “La consapevolez­za è la chiave. La chiave universale”.
Ma che cosa significa davvero consapevolezza?
Consapevolezza significa sapere, ac­corgersi. Sapere che stiamo ascoltando. Sapere che stiamo vedendo. Sapere che siamo in difficoltà. Sapere che è nata l’energia sessuale. Questo sapere non lotta. È neutro, concreto, senza giudizio. Questa è meditazione.
Il Tantra lavora direttamente con la nostra energia vitale. L’energia vitale è semplicemente energia e può esprimersi in modi diversi, attraverso la sessualità, attraverso le emozioni, spesso nei conflitti e nei giochi di potere, e attraverso la mente. Il Tantra offre strumenti per l’espansione della consapevolezza. Questi strumenti ci aiutano a non perdere o a non disperdere la nostra energia.

Meno energia disperdiamo, più energia è disponibile per la consapevolezza e l’espansione. Il Tantra insegna che la consapevolezza crea scelta. Senza consapevolezza non c’è scelta, siamo semplicemente in balia degli impulsi biologici, delle reazioni emotive o degli schemi mentali.
Il Tantra ci ricorda che, come esseri umani, abbiamo una scelta. Possiamo fermarci. Possiamo fare un passo indietro. Quando ci asteniamo dal ripetere i soliti vecchi schemi, accade qualcosa di essenziale, l’energia resta. Non va perduta. E con quell’energia trattenuta, la consapevolezza si fa più profonda.

In quei momenti spesso nasce qualcosa di bello. Il respiro diventa naturalmente più profondo. Può emergere un senso d’amore, o una gioia immensa. Un silenzio profondo può diffondersi dentro di noi. Come dice Osho da qualche parte: “La gioia è la sostanza di cui è fatta l’esistenza”. Il Tantra consiste proprio nel diventare sensibili a questa gioia, essere aperti a sentirla in qualsiasi momento e ovunque.
Osho lo esprime magnificamente: “Il Tantra ti accende, ti volge verso l’interno e ti porta oltre”. Questo descrive di che cosa parla il Tantra. Prima la vita ci accende, attraverso il desiderio, l’energia. Poi, gradualmente, ci rivolgiamo verso l’interno. E infine arriva la possibilità di andare oltre, come nei templi di Khajuraho.


Il Tantra nella vita quotidiana

Che cosa può offrire il Tantra nella vita di tutti i giorni, anche alle persone per cui la meditazione non ha un ruolo centrale?
Il Tantra è una via, una mappa, che può sostenerci nel vivere una vita più piena. Ci aiuta a riconoscere quanto siamo orientati verso l’esterno, convinti di dover continuamente cambiare o migliorare per essere amati. Il Tantra ci riporta con dolcezza a noi stessi, alla consapevolezza del nostro sistema energetico e di ciò che sta già scorrendo dentro di noi.
Attraverso semplici pratiche meditative, il Tantra intensifica il flusso dell’energia. Man mano che portiamo l’attenzione all’interno, la fiducia comincia a crescere: fiducia in noi stessi, fiducia nella vita, fiducia nella semplicità. Da questo luogo impariamo a dire sì – ancora e ancora – a ciò che è.
In questo sì, la vita si apre.

Per informazioni sul lavoro di Anjori e Dhairya: www.tantricheart.eu

 

Dhairya e Anjori

DHAIRYA E ANJORI

 


La chiave che apre tutte le porte

Il Tantra dice che la consapevolezza è la chiave, la chiave universale che apre tutte 
le porte della vita.
La consapevolezza porta una qualità diversa nella tua vita. Con la consapevolezza 
le cose cominciano a cambiare, 
a cambiare enormemente. 
Non sei tu a cambiarle. 
No, per niente. 
Un uomo di consapevolezza non cambia nulla. E un uomo senza consapevolezza cerca continuamente di cambiare tutto. 
Ma l’uomo senza consapevolezza non riesce mai a cambiare nulla.
Un uomo di consapevolezza semplicemente scopre che il cambiamento sta accadendo, che sta accadendo un cambiamento immenso. È la consapevolezza che porta il cambiamento, non il tuo sforzo. 
Perché accade attraverso la consapevolezza? Perché la consapevolezza cambia te. 
E quando tu sei diverso, tutto il mondo è diverso.
Non si tratta di creare un mondo diverso. Si tratta semplicemente di creare un te diverso. Tu sei il tuo mondo. 
Quindi se tu cambi, il mondo cambia. Se tu non cambi, puoi continuare a cambiare il mondo intero, ma non cambia nulla. 
Continuerai a ricreare lo stesso mondo, ancora e ancora.
Tu crei il tuo mondo. È da te che il tuo mondo è proiettato.

Osho, L’Esperienza Tantrica, #4