oshotimes

Benvenuti all’Osho Times in rete

La rivista interamente dedicata alla visione di Osho che da più di trent’anni ti porta a casa l’arte della meditazione

Il primo numero di Osho Times è uscito nel lontano 1988... a quel tempo era un tabloid di una trentina di pagine, perlopiù la traduzione del corrispondente in inglese. Negli anni si è evoluto molto... Fino all’elegante rivista dei nostri giorni.

La rivista stampata resta il nostro impegno principale per comunicare la visione di Osho nel modo più variegato, immediato e (negli anni) completo possibile, in questo viaggio senza fine che è l’evoluzione dell’individuo nelle parole di Osho.

Sulla rivista – e se ancora non ti è capitato di sfogliarne una approfittane per leggerla qui on-line – affrontiamo mese per mese temi molto vari legati alla meditazione, alle relazioni, ai diversi percorsi di crescita personale, ai diversi paesaggi che si incontrano nel misterioso viaggio interiore. E ogni volta sia con esperienze di vita vissuta, che con brani di Osho rari e inediti.

Qui in rete ne trovi un assaggio, aggiornato ogni due settimane con nuovi articoli e un editoriale inedito.

Buona esplorazione quindi!

L' Editoriale

Ecco…tutto a un tratto un bel cartello con “obbligo di svolta a destra” mi impedisce di girare a sinistra dove ero solito andare… Nel comune in cui vivo han cambiato, come fanno spesso un po’ dappertutto, i flussi di traffico in certe strade troppo affollate, trasformando alcune vie in sensi unici. E a volte ti constringono ad andare esattamente nella direzione opposta di dove devi andare in realtà.
Per la mente abituata a muoversi con un certo senso della direzione, è una bella confusione dover andare verso Sud quando la destinazione è a Nord!

Questa nuova situazione del traffico cittadino mi ha letteralmente illuminato rispetto a come funzionano molte tecniche di meditazione, o forse tutte.


Traffico


Alcuni mistici affermano che non è possibile guardare la verità dritta negli occhi, ma la devi cogliere con la coda dell’occhio mentre fai tutt’altro. O anche che il salto per diventare un Buddha non puoi compierlo con uno sforzo diretto, ma devi usare un trucco: metaforicamente, se vuoi trovarti come per incanto al Nord, devi andare con totalità verso Sud!

Nella mia esperienza di meditazione, ogni progresso profondo succede a lato della mia azione diretta, ma non come conseguenza diretta della mia azione: io mi impegno a saltare, a osservare i pensieri, a scuotere il corpo, o a danzare con totalità, ma la rivelazione in realtà succede... come dietro le spalle. È come se mi togliessi di mezzo impegnandomi a fare qualcosa – una tecnica coinvolgente – e alle spalle della scena magicamente le vere cose prendono forma per conto loro.
Mi son chiesto: come succede che sto viaggiando verso Sud e misteriosamente qualcosa in me raggiunge il Nord?...

Articoli

L'essenza è amore

Breve commento di Osho a Hillel  

Un raro brano di Osho
apparso sulla rivista Osho Times

 

Nel Talmud c’è una bellissima storia.

Un pagano si recò da Hillel, un grande mistico ebreo, e cinicamente gli chiese: “Insegnami tutta la Torah nel tempo in cui riesco a stare su un piede solo”. 

È impossibile! La Torah è un grande libro sacro e ci vogliono davvero anni per comprenderla. E questo cinico, questo scettico, dice a Hillel: “Se davvero hai capito la Torah, dimmi il succo, il riassunto, l’essenziale. Mentre sto su un piede, mi dici tutto quello che c’è nella Torah”.

 

 

Osho

 


Questo scettico era stato anche da altri mistici che non dovevano essere stati dei veri mistici, ma grandi teologi, filosofi, pensatori, esperti, studiosi. Tutti avevano rifiutato. Avevano detto: “È impossibile, la Torah ha bisogno di anni di studio, uno studio permanente. E la Torah non può essere condensata in poche frasi: sarebbe un sacrilegio. Non è possibile”.

Ma Hillel acconsentì...

Balla per me

Di Maneesha (USA) che ha dedicato la sua vita a danza e meditazione...   

Una condivisione apparsa 
sulla rivista Osho Times

 

Maneesha dancing

 

Era il 1973 e studiavo danza a New York. A casa per le vacanze estive, ricevetti una lettera dall’India dalla mia migliore amica del liceo. Stava facendo un ritiro di Vipassana con Goenka e lo odiava… Il caldo, le mosche, seduta tutto il giorno. Le risposi: “Torna a casa!”.

La seconda lettera fu molto diversa. Qualcuno le aveva parlato di un guru chiamato Bhagwan. Era andata a Mumbai per incontrarlo e aveva preso il sannyas e un nuovo nome: Ma Satya Priya. Era entusiasta di lui, dei vestiti arancione, del mala, delle tecniche e di un campo di meditazione sul monte Abu a cui aveva partecipato. 

Mi descrisse dettagliatamente gli stadi della Dinamica e decisi di provare a farla. Rido adesso a pensare ai miei tentativi di respirare e urlare in un cuscino, ma almeno ci provai e lo scrissi a Priya. 

Nella terza lettera mi scrisse: “Sei così aperta, ce l’hai fatta! Mandami una tua foto”.

Una mattina mi svegliai ricordando un sogno molto nitidamente…