oshotimes

Benvenuti all’Osho Times in rete

La rivista interamente dedicata alla visione di Osho che da più di trent’anni ti porta a casa l’arte della meditazione

Il primo numero di Osho Times è uscito nel lontano 1988... a quel tempo era un tabloid di una trentina di pagine, perlopiù la traduzione del corrispondente in inglese. Negli anni si è evoluto molto... Fino all’elegante rivista dei nostri giorni.

La rivista stampata resta il nostro impegno principale per comunicare la visione di Osho nel modo più variegato, immediato e (negli anni) completo possibile, in questo viaggio senza fine che è l’evoluzione dell’individuo nelle parole di Osho.

Sulla rivista – e se ancora non ti è capitato di sfogliarne una approfittane per leggerla qui on-line – affrontiamo mese per mese temi molto vari legati alla meditazione, alle relazioni, ai diversi percorsi di crescita personale, ai diversi paesaggi che si incontrano nel misterioso viaggio interiore. E ogni volta sia con esperienze di vita vissuta, che con brani di Osho rari e inediti.

Qui in rete ne trovi un assaggio, aggiornato ogni due settimane con nuovi articoli e un editoriale inedito.

Buona esplorazione quindi!

L' Editoriale

Sul finire dell’estate ho fatto una bella passeggiata nei boschi vicino a casa mia.
Sono boschi molto estesi per esser così vicini all’area metropolitana di Milano. Si può camminare per ore prima di incontrare un altro centro abitato.
In quella stagione la natura è al massimo della sua espressione e tutto il bosco è fitto di vegetazione di ogni tipo. Non si riesce quasi a camminare, se non “bisticciando” con arbusti, erba alta, rovi e rami bassi che rendono il procedere difficile. Senza contare il rischio di incontrare una vipera.
Nel mezzo di quella che mi appariva come una giungla, a un certo punto, ecco un sentiero!
Un incontro che mi sono trovato a salutare con particolare gioia perché, così ben definito com’era, in mezzo al casino della vegetazione, faceva davvero venire voglia di percorrerlo, sicuro di non finire invischiato in un cespuglio di rovi.


Bosco


In realtà più che il comfort di una facile camminata, mi son reso conto che il sentiero era rilassante, perché apriva in me la porta della fiducia, dandomi un vero senso di benessere.

Mi è venuto in mente che la cosiddetta "via" della meditazione non appare davanti a noi così marcata di suo, ma nasce dal genio di un maestro illuminato.
Osho non ha avuto un maestro. Si è illuminato seguendo solo la sua luce interiore. Dice che è un lavoro quasi impossibile: uno su un milione riesce a raggiungere l’illuminazione senza un maestro...

Articoli

Un'annosa questione

Uomini poligami e donne monogame?  

Un raro brano di Osho
apparso sulla rivista Osho Times

 

Domanda: Osho, quando mi innamoro di un uomo, per gli anni in cui dura, non provo attrazione per nessun altro. Ma per l’uomo non è lo stesso. Anche se è felice e soddisfatto e vuole stare con me, di tanto in tanto ha le sue storie con altre donne. Comprendo la natura diversa dell’uomo e della donna. Comprendo anche che ogni relazione d’amore ha i suoi picchi e le sue valli. Tuttavia, a tratti continuo a provare tristezza. Lascio all’uomo una certa libertà di movimento. I miei amici dicono che mi rendo così disponibile che l’uomo mi dà per scontata e io perdo il rispetto per me stessa. 
Osho, è vero? Non è chiaro per me. Posso dire che non mi aspetto nulla da un uomo, ma tu mi conosci meglio. Puoi per favore commentare?
 

Osho

 

Osho: Neelam, ci sono molti elementi nella tua domanda. Innanzitutto, un malinteso sulla natura dell’uomo. Pensi, come molte persone al mondo, che l’uomo sia poligamo e che la donna sia monogama...

Dall’avidità alla grazia

Shakta racconta un aneddoto con Osho al Ranch in America...  

Un articolo apparso 
sulla rivista Osho Times

 

Osho passa in auto al Ranch

 

Per un breve tempo ebbi una storia con una donna bellissima e ad alta energia, che in seguito divenne una delle collaboratrici più strette di Osho. A quel tempo, durante l’uscita in macchina di Osho del pomeriggio lei stava spesso con un gruppo di musicisti brasiliani che facevano alcune delle musiche più allegre del Ranch. Strumenti a percussioni e tamburi di ogni genere con cui suonavano magistralmente i loro ritmi furiosi e sincopati. 

Osho si fermava sempre con la Rolls vicino a loro e senza scendere danzava selvaggiamente con le mani e gli occhi sempre più grandi. E anche quando non ballava, rallentava sempre e mi sembrava che passasse più tempo con loro che con chiunque altro. Ogni membro della band riceveva uno dei suoi sguardi travolgenti su base quotidiana!

Desideravo avidamente essere il destinatario di uno di quegli sguardi: sembrava che spedissero le persone alle più splendide vette della non-mente disponibili al tempo. E inconsciamente, desideravo che Osho mi vedesse...